
Ricevo e pubblico dall'A.Ge. Pompei
Lettera Aperta al Ministro dell’ istruzione Maria Stella Gelmini.
Garantire il diritto allo studio è una legge dello stato italiano.
Gentilissimo Ministro, mi rivolgo a Lei, in quanto rappresenta il Ministero dell’ istruzione.
Il diritto allo studio è garantito nel nostro paese dalla nostra carta costituzionale, tanto che se un genitore disattende a questa norma è perseguito penalmente.
Io mi chiedo, e Le Chiedo, se uno stato che disattende a questa norma non garantendo il diritto allo studio, possa essere perseguito penalmente dai genitori che detengono la potestà genitoriale?
I genitori delle scuole d’ Italia - e specie del sud - sono preoccupati dalle norme che si avvicendano nella e per la scuola.
Ho sempre creduto, che la scuola dovesse essere, dopo la famiglia, il luogo che accoglie tutti, al di la delle differenze di classi o di appartenenza che esistono nella società. Noto, tuttavia, che da tempo è proprio questo che si sta perdendo!
Si stanno consolidandole basi, che accentuano ancor di più le differenze tra le classi sociali più forti a discapito delle deboli! E, non è coi tagli alle scuole che si risolvono le carenze che ci sono, ma con incentivi e investimenti concreti della scuola pubblica.
Solo così si avrà una scuola di qualità!
Il sud già così fortemente penalizzato, ha bisogno e chiede una scuola pubblica che ridia speranze, fiducia e formazione ai nostri ragazzi, penalizzati fortemente dalla carenza o spesso mancanza di strutture gratuite, idonee alla socializzazione e alla formazione.
Negli ultimi tempi, con le norme che si stanno attuando, le famiglie sono preoccupate!
La scuola al sud è considerata spesso il solo centro di cultura-socializzazione e formazione per molti giovani che non hanno i mezzi per accedere ad altri tipi di strutture da molte famiglie; il luogo dove i figli sono accuditi e tolti dalla strada; il luogo dove i ragazzi possono formarsi ed aspirare (anche se con più difficoltà rispetto al nord) in un futuro migliore, che non sia solo la strada o l’illegalità.
Si parla sempre di formare alla legalità, ma se non sono incentivate le strutture che spesso in alcune zone del sud e anche del nord sono l’ unico baluardo della legalità - come la scuola ed altre istituzioni - come possiamo combattere e far capire ai giovani che solo con la cultura si combattono tutte le forme illegali?
È col dare esempi, dare forza, dare credibilità alla scuola, ai docenti, agli studenti, ai genitori, che si combattono tutte le forme di illegalità. Ma, se le norme messe in atto dal vostro governo penalizzano ancor di più il sud, togliendo risorse umane ed economiche, ci sarà ancor più illegalità, microcriminalità e disorientamento, sia per le famiglie che per la società.
Anche per quanto riguarda i costi che si delineano della scuola, che gravano molto sulle famiglie meno agiate, che pur di dare un futuro migliore ai figli, affrontano sacrifici enormi per garantire quel diritto allo studio sancito costituzionalmente, e le garantisco caro Ministro che pesa enormemente sul bilancio familiare poiché al sud c’è più disoccupazione, le famiglie sono più numerose, e per far studiare i ragazzi i costi si maggiorano.
Per non parlare che già da tempo la differenza tra nord e sud è palese, per mancanza di strutture idonee alla formazione lavorativa, ed anche gli stage in aziende sono riservati a chi può avere maggiori possibilità, e questo genera già diseguaglianze e non garantisce le pari opportunità. Vi è un altro disagio enorme per le famiglie con bambini o ragazzi disabili, al sud sono inimmaginabili e inconcepibili, si deve sempre lottare per vedere riconosciuto un diritto per attuare l’ integrazione scolastica spesso si lotta contro tutto e tutti cosa che al nord non accade. E, caro ministro, se si tolgono anche i diritti acquisiti, come avere l’ insegnante di sostegno ,lo sa che è una tragedia umana?
Questo è inammissibile in un paese civile come l’ Italia.
Cosa chiedono i genitori del sud al Ministro Gelmini?
Chiediamo di garantire il diritto allo studio di tutti; chiediamo che tenga conto delle risorse economiche, umane e opportunità diverse tra nord e sud.
Chiediamo che si ascoltino insieme docenti, studenti, genitori, con le rappresentanze reali delle associazioni dei genitori che operano sul territorio effettivamente.
Dare dignità alla scuola, è dare dignità e valore ad un paese civile e democratico come è il nostro!
Chiediamo che la scuola venga riformata, non in base a criteri di aziendalizzazione ma tenendo conto che essa ha un alto compito morale, civile ed educativo, che forma esseri umani che devono essere liberi di pensare, di essere, capaci di saper Fare e essere.
La scuola pubblica non può essere di serie A o di Serie B; non può andare a due velocità creando ancor di più un divario tra il nord e il sud, tra scuola e scuola, tra territorio e territorio.
E cosa più importante non può essere annullata la nostra storia culturale, la nostra identità nazionale, non possiamo avere una scuola inglesizzata o peggio americanizzata, noi non siamo loro!
Mi auguro, caro ministro che tenga conto - essendo Lei anche giurista - della nostra Costituzione!
Stella Carfora
Presidente AGE Pompei